Ioannes Paulus PP. II
Karol Wojtyla
16.X.1978 - 2.IV.2005

Karol Józef Wojtyła
nato in Wadowice (Krakòw) il 18 maggio 1920
ordinato 1.11.1946
cons. 28.09.1958
creato cardinale. 26.06.1967
eletto Papa Giovanni Paolo II 16.10.1978
inizio/fine. Pontificato 22.10.1978 /02.04.2005

Giovanni Paolo II è il 264° Papa (263° Successore di Pietro).

Karol Józef Wojtyła , eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia,      
il 18 maggio 1920.

Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929.

A 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima.

Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse

all’Università Jagellónica di Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944)

in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed

evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario

maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha.

Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella

Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale a Cracovia

il 1E novembre 1946.

Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948),

con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce.

In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città.

Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici.

Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler.

Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia.

Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.

Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes.

Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto finora 141 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma,

si è recato in 301 delle attuali 334 parrocchie romane .

I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono   stati finora 95 .

Tra i suoi documenti principali si annoverano 13 Encicliche , 13 Esortazioni apostoliche , 11 Costituzioni apostoliche e 41 Lettere  apostoliche .

Al Papa si ascrivono anche 2 libri : "Varcare la soglia della speranza" (ottobre 1994) e

 "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996).

Il Santo Padre ha celebrato 131 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1282 beati - e 43 canonizzazioni , per un totale di 456 santi.

Ha tenuto 8 concistori , in cui ha nominato 201 Cardinali . Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio

Dal 1978 fino ad oggi, ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001),

 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1000) hanno partecipato finora più di 16 milioni

 di pellegrini , senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo

 dell’anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative

 ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 650 udienze o incontri con Capi di Stato , come pure le 212 udienze e incontri

 con Primi Ministri.

Muore sabato 2 aprile 2005.

              

 

Messaggio per la XVII Giornata Mondiale della Gioventù

Toronto - Canada 18-28 luglio 2002.

Voi siete il sale della terra.... Voi siete la luce del mondo!

Giovanni Paolo II nel luglio 2001 ha inviato un messaggio di preparazione a questa giornata,     eccone alcuni passaggi.

In primo luogo il Papa ricorda la giornata mondiale della Gioventù svoltasi a Roma durante il Giubileo e dice ai giovani che erano presenti: "rafforzati dalla fede, avete fatto ritorno a casa con la missione che vi ho affidato, divenire, in quest'aurora del nuovo millennio, testimoni coraggiosi del Vangelo".
Parla poi della nuova giornata dicendo che sarà una nuova occasione per incontrare Cristo, rendere testimonianza della sua presenza nella società contemporanea e diventare costruttori della "civiltà dell'amore e della verità".

 

Voi siete il sale della terra...
Voi siete la luce del mondo


E' questo il tema scelto dal Papa per questo incontro. La frase tratta dal Vangelo di Matteo (Mt 5,13-14), richiama gli elementi del sale e della luce, che nell'antichità erano elementi essenziali alla vita umana.
 

Il sale, come si sa è un alimento che ha il compito di condire e quest'immagine ci ricorda che, mediante il battesimo, tutto il nostro essere è stato trasformato, perché condito dalla vita nuova che viene da Cristo. Dice il Papa: "Il sale, grazie al quale l'identità cristiana non si snatura, anche in un ambiente fortemente secolarizzato, è la grazia battesimale che ci ha rigenerati, facendoci vivere in Cristo e rendendoci capaci di rispondere alla sua chiamata ad: offrire i [nostri] corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio" (Romani 12,1). Viene ricordata anche l'altra frase di San Paolo nella lettera ai Romani dove dice: "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto" (Romani 12,2).
Il Papa ricorda ai giovani, riguardo al sale, altre tre cose.
In primo luogo che "come sale della terra, siete chiamati a conservare la fede che avete ricevuto e a trasmetterla intatta agli altri", in secondo luogo gli ricorda di approfondire la loro fede, attraverso lo studio della storia della Chiesa, degli scritti dei Padri della Chiesa e delle vite dei Santi.

Il Papa dice  :  "Nulla vi accontenti che stia al di sotto dei più alti ideali!".

Ed infine  la seconda parte del messaggio del Papa che riguarda la frase "Voi siete la luce del mondo!" .

Per quanti da principio ascoltarono Gesù, come anche per noi, il simbolo della luce evoca il desiderio di verità e la sete di giungere alla pienezza della conoscenza, impressi nell'intimo di ogni essere umano.

Quando la luce va scemando o scompare del tutto, non si riesce più a distinguere la realtà circostante. Nel cuore della notte ci si può sentire intimoriti ed insicuri, e si attende allora con impazienza l'arrivo della luce dell'aurora. Cari giovani, tocca a voi essere le sentinelle del mattino (cfr Is 21, 11-12) che annunciano l'avvento del sole che è Cristo risorto!

La luce di cui Gesù ci parla nel Vangelo è quella della fede, dono gratuito di Dio, che viene a illuminare il cuore e a rischiarare l'intelligenza: "Dio che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse anche nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo" (2 Cor 4,6). Ecco perché le parole di Gesù assumono uno straordinario rilievo allorché spiega la sua identità e la sua missione: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gv 8,12).

L'incontro personale con Cristo illumina di luce nuova la vita, ci incammina sulla buona strada e ci impegna ad essere suoi testimoni. Il nuovo modo, che da Lui ci viene, di guardare al mondo e alle persone ci fa penetrare più profondamente nel mistero della fede, che non è solo un insieme di enunciati teorici da accogliere e ratificare con l'intelligenza, ma un'esperienza da assimilare, una verità da vivere, il sale e la luce di tutta la realtà (cfr Veritatis splendor, 88).