torna al fanclubCarmen "wonderful" Turlea                                   homepage


A detta del nostro allenatore una delle più brave nonché  belle del campionato di serie A 
        

Carmen in 3 momenti della sua carriera - A Bergamo a Jesi a sassuolo

Wonder Carmen


Anteprima dell'intervista a Carmen Turlea realizzata da Isabella Mignani
Il testo integrale con gli scatti di Fiorenzo Galbiati su Pallavolo Supervolley di novembre 2006
 

In mezzo alla fronte una cicatrice. La fronte non è quella di Harry Potter,  ma quella molto più pallavolistica di Carmen Marinela Turlea. Non è simbolo di forza, di un destino da prescelto, ma di meno prosaica sbadataggine infantile. "Non ero una bimba tranquilla" sorride la calmissima Carmen " e correvo, senza motivo, da una camera all'altra di casa di mia nonna... Alla fine è spuntato un termosifone, per ben due volte nella stessa settimana". Un colpo che stende, ma che rende più umana la bellezza straordinaria di Carmen Turlea. Nei palazzetti italiani la conoscono tutti: braccio potente e sorriso che scioglie. Incarnazione perfetta della sportiva degli anni 2000: sintesi di bellezza e atleticità. Il mondo dello spettacolo e dei media sono sempre più attratti da queste donne che in campo, in vasca, in pedana , sono delle tigri, che con le unghie raggiungono il successo più importante. Lo show biz è pronto ad allettarle con offerte più o meno grandi, ma loro rimangono fedeli al loro istinto alla loro vocazione, tanto da rimanere modelli vincenti in un sistema che si consuma in fretta come un reality.

Nel suo passato una pubblicità per un elettrostimolatore ed un book fotografico scattato nel 2002 e che quasi Carmen disconosce: "Non sono io in quelle foto. Ho posato per curiosità, per non avere rimpianti ed alla fine è diventato un regalo per mia mamma e mia nonna".

Una parentesi in una carriera da sportiva vera, in cui nessuna sirena ha mai distratto dall'obiettivo di essere una sportiva di successo, di giocare a pallavolo nel campionato più difficile al mondo. Quello italiano, quello a cui Carmen Marinela Turlea puntava.

Da Cisnadie, piccolo paesino della Transilvania, all'Italia, un viaggio affrontato per realizzare il sogno, l'obiettivo. "La pallavolo l'ho respirata sin da piccola, andavo in palestra con mia madre che era una giocatrice della nazionale romena (Marinela Neacsu, ndr).          Sono una figlia d'arte, spinta a fare altro: tennis, atletica ma non ho mai resistito per più di due settimane. Volevo giocare a pallavolo e così a 12 entrai in palestra ma non per seguire l'allenamento di mia madre, ma per il mio primo da pallavolista. E' un'età relativamente alta per cominciare, ma io sapevo già fare tutto. Bagher, palleggi, passi di attacco erano stati memorizzati inconsciamente, a furia di vederli fare.                         Non mi hanno mai messo le mani sopra un pallone per dirmi che quella era la posizione giusta per palleggiare. Tutto è stato estremamente facile, non ho mai dovuto affrontare dei dilemmi particolarmente spinosi. Tra pallavolo e scuola, ho sempre scelto la pallavolo o la pallavolo ha scelto me."                                                               In palestra, però, il talento dell'autodidatta si affina, matura, tanto che presto Carmen non è più la figlia di Marinela, ma una giocatrice da una personalità sportiva e caratteriale propria:                                                                                             "Il tempo dei confronti è passato presto, io e mia madre siamo giocatrici dalle caratteristiche molto diverse e che si sono confrontate anche con una pallavolo diversa. Lei era di corporatura minuta e con un gran salto, io sono più potente".

Già Carmen è diventata il tipico opposto da era del Rally Point System, quello che deve mettere giù qualsiasi pallone, l'ultima ancora di salvezza del palleggiatore.                         Il retaggio della pallavolo dell'Est, quella che dominava la scena internazionale negli anni '70, '80 lo ritrovi solo se guardi la sua rincorsa. Esattamente il contrario di quanto scritto nel manuale del giovane pallavolista per un attaccante destro: i passi di Carmen sono sinistro, destro sinistro. "Era quello che vedevo fare quando andavo in palestra con mia madre. Insegnavano lo stacco a due piedi o con il sinistro. E' una rincorsa atipica che mi è rimasta. Ci hanno provato a correggermi, ma ormai era troppo tardi, così era più naturale, più automatico".
 

 

                      

   
 
     
  
 

Carriera

Periodo Serie Squadra Maglia
  Note
2008-2009 A1 Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 6  
2007-2008 A1 Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 6  
2006-2007 A2 Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 6    Coppa Italia A2 + promozione in A1
2005-2006 A1 Alfieri Volley Santeramo 6    
2004-2005 A1 Monte Schiavo Banca Marche Jesi 6  
2003-2004 A1 Pallavolo Chieri 6  
2002-2003 A1 Radio 105 Foppapedretti Bergamo 6

 

2001-2002 A1 Radio 105 Foppapedretti Bergamo 6  Campione d'Italia
2000-2001 A1 Ain Napoli 6  
1999-2000 A1 Latte Lucano Matera 6  
1998-1999 A1 Latte Lucano Matera 6  
1997-1998 A1 Parmalat Matera 6

 


 

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