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ASSOCIAZIONE  di giovani "mascalzoni" che organizza:

  • Giornate e serate di animazione a tema Pirati, Fantasy medievale, Horror, etc.

  • Animazione per feste di compleanno, matrimoni, etc.

  • Esperienze di Giochi di Ruolo dal vivo ispirate a giochi famosi (Mordheim) o film (Pirati dei Caraibi,...)

Contatti:

  • Lorenzo Samanni: 339 8479485     samanni@hotmail.it

  •  su Facebook: "Montodine Live - Associazione Culturale"


 

In quasi tutte le lingue del mondo i verbi recitare e giocare
si traducono piu' o meno con la stessa parola
(to play, jouer, dosika ecc...)....
in italiano ne usiamo due, ma a dire il vero
ci stiamo riferendo all'unica parola
che e' "agire"      (attore e' colui che agisce).
Quindi non ha importanza se tu sia un attore, o un giocatore di      qualcosa....
l'importante e' che tu agisca!                                
(Tipo la gazzella e il leone, l'importante e' correre)   

 
Non essere mai spettatore passivo delle vite altrui...agisci!
gioca! recita! Vivi!

 

 Lorenzo Samanni
"Sama "

"the master" ovvero

vero "Deus ex machina"
delle iniziative "live"

Deus ex machina  ("apò mèchanès theós").

La frase trae origine dal teatro greco: in tale ambito, quando era necessario far intervenire un dio (o più dèi) sulla scena, l'attore che interpretava il dio si posizionava su una rudimentale gru in legno, mossa da un sistema di funi e argani, chiamata appunto mechanè.                                                         In questo modo, l'attore veniva fatto scendere dall'alto, simulando dunque l'intervento di un dio che scende dal cielo.
E infatti l'espressione deus ex machina significa proprio "dio (che viene) da una macchina".
L'intervento ex machina degli dèi veniva spesso usato, soprattutto dal tragediografo Euripide, per risolvere una situazione intricata e apparentemente senza possibile via di uscita.
Il significato di questa espressione si è poi ampliato nel tempo, andando ad indicare qualsiasi soluzione di una storia che non presti il dovuto riguardo alla logica interna della storia stessa e appaia alquanto improbabile, usata solo per permettere all'autore di far finire la storia nel modo voluto.
               Un intervento divino.

 Nell'uso corrente l'espressione serve ad indicare l'intervento improvviso ed inaspettato
  di qualcuno che interviene in modo risolutivo su questioni intricate e complesse.

 

Esempio di Gioco "Live" :Crimini truccati   ----> articolo apparso su IO Donna il 7 dicembre 2009
GIOCHIAMO ALL'AUTOPSIA ? di Maurizio Di Lucchio

Due ore immobili, i piedi nell'acqua gelata. Intorno indagano i "medici legali". Va in scena il CSI formato Padania: un delitto immaginario, con attori senza pubblico. Obiettivo? Divertirsi. "Ma anche scoprire un po' di sé".

Torna a colpire il serial killer che insanguina la provincia di Cremona. Ieri sera una studentessa universitaria è stata trovata morta nel magazzino abbandonato di una scuola di Montodine, nel Cremonese, con i piedi immersi in una pozza di sangue Dai rilievi del medico legale, si è scoperto che è stata colpita con tre coltellate al petto. Secondo il capitano cieli Interpol Morfeo Legrenzi, responsabile delle indagini, si tratta di un caso complicato, anche perché non si capisce come mais sul luogo del delitto, sia apparsa una bambina di 8 anni morta anni fa. Un uomo della squadra assicura di averle sparato, in preda al panico, diversi colpi di pistola senza riuscire a ucciderla. Il paese è sotto shock: ormai c'è già chi parla di fantasmi.

Noi di Io donna siamo lì, a due passi dalla vittima e dal medico legale. Ma non c'è niente di cui aver paura. Il delitto non è mai avvenuto e il racconto è semplicemente la cronaca di un gioco di ruolo dal vivo, un “live”; può durare un giorno come alcuni mesi, e ogni sessione è lunga circa tre ore. I protagonisti di questo spettacolo sono una decina di amici tra i 20 e i 27 anni (fantasma compreso) che una volta a settimana passano le proprie serate giocando a mettere in scena storie di poliziotti, elfi, pirati e vampiri. L'obiettivo? Rendere le simulazioni realistiche. E divertirsi da matti.
I giocatori vengono da Montodine e da altri paesi vicino a Crema e Cremona. La loro avventura comincia nel 2003, quando a uno di loro regalano per il compleanno l'iscrizione a un "live" nei dintorni di Milano. Detto fatto, gli amici si aggregano e decidono di partecipare tutti: è una folgorazione. L'anno dopo, fondano un gruppo vero e proprio e iniziano a organizzare i primi "live" nel Cremasco. Da allora, non hanno più smesso. Fino a quando, qualche settimana fa, allestiscono con l'aiuto del sindaco e dell'intero paese una "puntata speciale" di CSI tra le strade di Montodine.

I "Live” funzionano così: un narratore (il master) inventa il plot di una storia, fa il “casting" dei giocatori e tratteggia insieme a loro le caratteristiche e le biografie dei "pg", i personaggi giocanti, e dei “png", i personaggi non in gioco che però possono interagire con i pg e con la storia. Per scrivere le trame i master attingono, oltre che alla propria creatività, a film, serie tv, romanzi, fumetti e altri giochi di ruolo.

I giocatori si autofinanziano e una volta scelti i luoghi e realizzati i costumi e gli oggetti di scena, finalmente si comincia. Il primo passo è dare ai vari personaggi una traccia della storia, sulla quale i giocatori improvvisano. Man mano che la narrazione va avanti, il master si adatta a ciò che osserva, aggiunge dettagli, ne toglie altri, in modo da sviluppare l'intreccio fino alla fine.
«E' una forma di teatro interattivo», dice il master Lorenzo (26 anni, detto "Sama"): nella vita reale è un animatore per bambini e nei
“live” diventa una specie di regista che si muove quasi invisibile sul “set”" per comunicare sottovoce ai giocatori le evoluzioni della narrazione. «L' abilità di un master», spiega Sama «sta nel rendere la messa in scena così credibile da non far capire la distinzione tra realtà e finzione» Fino a un coinvolgimento emotivo totale: una volta un giocatore ha telefonato nel cuore della notte al suo «capo" Legrenzi (cioè Luca, 21 anni), per rivelargli le novità del caso.
E Luca, anziché riattaccare, si è messo all'ascolto del "poliziotto" con grande attenzione, come se fosse davvero un medico legale di CSI impegnato nelle indagini su un assassinio.
Ma alla fine del thriller, chi vince? I criminali o la giustizia? «Vinciamo tutti», dice Lorenzo. «Durante il gioco, ci sono sempre momenti in cui ci sentiamo immersi in un'altra realtà. Quando esprimiamo le nostre emozioni, la paura o la rabbia: è lì che vinciamo». Calarsi nel ruolo fino a non distinguere più il mondo vero dal gioco: è questo l'obiettivo, e quasi sempre lo si raggiunge. Come è successo a Paolo (24 anni il "criminologo"), che una volta ha cominciato a tremare sul serio quando ha saputo che i suoi compagni di gioco lo avevano lasciato solo nel rifugio dell'assassino.
Pur di contribuire alla riuscita della sessione, Alessandra (24 anni, la "vittima») non ha esitato a truccarsi da cadavere e a stare due ore immobile con i piedi immersi in una bacinella d'acqua: «I "live" sono un concentrato di emozioni», racconta. «Mi aiutano a scoprire le reazioni del mio corpo, un po' come accade con la recitazione». Che la forma di espressione più vicina ai “live" sia il teatro lo conferma anche Niccolò (21 anni, "l'informatico"), che nella vita studia musica a Milano: «Interpretare personaggi che all'apparenza non ci somigliano, aiuta a conoscere lati nascosti della nostra personalità, e di quella degli altri».
Ma una differenza rispetto al palcoscenico c'è, e anche grossa: nei "live" non c'è il pubblico. «Nel teatro resta una divisione incolmabile tra attore e spettatore», riflette Sama. «Qui invece i giocatori sono una sintesi di tutte e due le figure, al punto che la presenza di esterni (si riferisce anche a noi di Io donna, ndr) a volte è quasi un disturbo».
È questa la cosa più impressionante: in una cultura dominata dalla voglia di apparire in video o sui giornali, i ragazzi di Montodine si sentono in imbarazzo se una fotografa li ritrae mentre giocano a fare un'autopsia. E si stupiscono se un cronista prende nota della loro bravura nel "tenere la parte" senza mai dare, in tre ore, l'idea che si tratti solo di un gioco.

Una mania. Negli ultimi anni i giochi di ruolo dal vivo si sono diffusi ovunque a un ritmo strabiliante


NOTA SUI GIOCHI DI RUOLO

In un gioco di ruolo, abbreviato spesso in GdR, GDR o RPG (dall'inglese role-playing game), un giocatore, chiamato generalmente "Master", "Custode", "Narratore" ecc. racconta una storia, mentre gli altri assumono il ruolo di personaggi della storia. A volte i personaggi sono ideati da loro, altre volte dal Master, e si muovono in un mondo immaginario o simulato, con precise e a volte complesse regole interne. Ogni personaggio è caratterizzato da svariate caratteristiche a seconda del tipo di gioco di ruolo (ad esempio forza, destrezza, intelligenza, carisma e così via), generalmente definite tramite punteggi, che descrivono le capacità del personaggio. Il ruolo dei giocatori, che muovono i personaggi nella storia, è di interpretare le azioni dei personaggi e le loro reazioni col contesto immaginario che il Master crea intorno a loro.

Nell'ultimo decennio è iniziato lo sviluppo di giochi di ruolo indipendenti (definiti gergalmente indie). In questi giochi (alcuni esempi dei quali sono Cani nella Vigna, Avventure in Prima Serata, La Mia Vita col Padrone e Non Cedere al Sonno), che variano molto sia in quanto a tipologia, sia in quanto a meccaniche, la figura del master tende a differenziarsi in misura più o meno marcata da quella classica, potendo anche passare da una figura col controllo della storia a un giocatore che collabora attivamente con gli altri per la creazione di quella stessa storia, fino a scomparire del tutto in alcuni casi.

Il termine gioco di ruolo è spesso utilizzato indistintamente per descrivere tre tipologie di giochi di ruolo, che si differenziano principalmente per il mezzo utilizzato per la loro gestione:

  • Giochi di ruolo da tavolo, attorno al quale si riunisce un gruppo di persone avvalendosi di supporti quali carta, matite, dadi ed eventualmente miniature.

  • Giochi di ruolo dal vivo (a volte abbreviato in GRV o LARP, dall'inglese Live Action Role-playing), derivati da quelli da tavolo, che impegna in sessioni live (dal vivo) giocatori in costume durante le quali vengono a volte utilizzate repliche di armi e coreografie marziali, a seconda del genere.

  • Videogiochi di ruolo (a volte abbreviato in CRPG, dall'inglese Computer Role-playing game), anch'essi derivati in origine dai giochi di ruolo da tavolo e basati su concetti abbastanza simili, giocati da uno o più giocatori, in quest'ultimo caso tipicamente connessi attraverso Internet. Dei videogiochi di ruolo fanno parte i MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game), giochi di ruolo online dove il personaggio creato dal giocatore interagisce con gli altri partecipanti e si sviluppa in un mondo virtuale permanente gestito su Internet

 


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